

La data ufficiale di fondazione del mio cantiere è il 1° gennaio 1969, anche se ho cominciato ad occuparmi di barche sin da ragazzino
Terminate le scuole tecniche, a soli quindici anni ero già in forza presso il cantiere paterno, per apprendere il più possibile i segreti degli scafi. Lavoravo in tutti i campi: dall’impostazione della chiglia fino al collaudo dei magnifici runabout in lucente mogano.
A soli diciotto anni progettai e realizzai il mio primo scafo da corsa, sul quale comparve il numero "5". La scelta del numero di gara fu solo per istintiva simpatia dopo averlo notato come numero vincente in vari settori: auto, moto, cavalli. La scelta fu indovinata infatti col "5" mi affermai alla mia prima uscita ufficiale, la Centomiglia del 1963, e fu una delle più belle vittorie della mia vita.
Si trattò di una sfida epica, fra Davide e Golia: io ragazzino contro i mostri sacri che dominavano la motonautica europea di allora: Ermanno Marchisio, Flavio Guidotti, Renato Bruschi, Beppe Roda, Paolo Siviero, Adolfo Buchi, i tedeschi Glass, Rosterg e Monheim, tanto per citare i più importanti.
Da quel fatidico giorno di settembre, tutte le mie barche hanno portato questo numero che mi ha accompagnato in centinaia e centinaia di successi e record assoluti.
Così, giorno dopo giorno, si è creato il mito del numero "5".
Considerata l’ormai decennale esperienza maturata al fianco di papà Guido, era giunto il momento di mettermi in proprio. Lo feci con estrema fiducia nel settore, dopo aver esplorato la nuova materia prima, la vetroresina, a quei tempi quasi sconosciuta. Da allora ad oggi sono usciti, dai miei cantieri, oltre 6.000 imbarcazioni. La mia scelta progettuale ha sempre tenuto conto di tre elementi basilari: bellezza - affidabilità - velocità .
A dimostrazione dell’internazionalità della mia produzione, sono fiero di affermare che buona parte di essa è destinata all’esportazione. In tanti anni ho soddisfatto clienti sparsi in tutto il mondo; gli scafi firmati "Tullio Abbate" hanno solcato e solcano mari ed acque interne, e hanno avuto come proprietari nomi illustri, fra i quali posso annoverare con orgoglio tanti amici sportivi, come Agostini, Alboreto, Amoros, Altobelli, Baldi, Berger, Borg, Brady, Cappellini, Casiraghi, Castellini, Cheever, Diniz, Giacomelli, Icks, Lauda, Leoni, Mancini, Maradona, Mass, Matthaus, Nieto, Panatta, Patrese, Pellegrini, Piquet, Pironi, Prost, Rosberg, Rumenigge, Savicevic, Senna, Schumaker, Vialli, Villeneuve e tanti altri.
In varie fasi ho avuto modo di realizzare imbarcazioni apposite per la Guardia di Finanza, i Carabinieri, la Guardia Costiera Albanese, la Finanza Spagnola ed altri Enti Civili e Militari di varie nazioni. Inutile dirvi che avere accontentato questi clienti, vuol dire essere in grado di offrire un prodotto pressoché unico, che si pone ai vertici della più alta fascia del mercato nautico internazionale.
Questo è stato un traguardo raggiunto con anni di dedizione, di continua ricerca tecnologica nei settori dei materiali, della motoristica, delle trasmissioni, delle strutture, della componentistica e soprattutto con la collaborazione delle migliori ditte di prodotti nautici a livello mondiale. La mia scelta si è sempre basata su aziende di primaria importanza che, unitamente alla mia specializzata mano d’opera, mi hanno dato un valido contributo alla realizzazione dei "gioielli Tullio Abbate". Alcuni di questi collaboratori sono al mio fianco da oltre vent’anni e sono convinto di poter continuare con loro anche in futuro. È con questa certezza che lo sviluppo dei miei scafi sarà una costante ed inesauribile tendenza al miglioramento.
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